Franchigia, massimale, premio: cosa significano davvero (senza il manuale)
Franchigia, massimale, premio: tre parole che compaiono in ogni polizza assicurativa. Tre parole che la maggior parte delle persone incontra, annuisce, e lascia scorrere — sperando di non averne mai bisogno davvero. Il problema è che quando ne hai bisogno, è troppo tardi per capirle.
Questo articolo le spiega una volta per tutte. In italiano. Senza glossari, senza rimandi al contratto.
Il premio: quello che paghi tu
Il premio è semplicemente il costo della tua polizza. Quello che versi alla compagnia assicurativa — mensilmente, semestralmente o annualmente — in cambio della copertura.
Fin qui sembra ovvio. Ma il premio non è un numero casuale: dipende da chi sei, da cosa assicuri, da quante volte hai già avuto sinistri. Più il rischio è alto, più il premio cresce.
💡 In pratica: se assicuri un’auto sportiva guidata da un neopatentato, il premio sarà più alto di quello per un’utilitaria guidata da un cinquantenne senza incidenti. La compagnia sta prezzando la probabilità che succeda qualcosa.
La franchigia: quello che paghi tu — quando succede qualcosa
Qui la confusione è quasi universale. La franchigia è la parte del danno che rimane a carico tuo, anche se sei assicurato.
Esistono due tipi principali, e la differenza è sostanziale.
Franchigia assoluta
Se il danno è sotto la soglia, paghi tutto tu. Se è sopra, la compagnia paga solo la parte eccedente. Esempio: franchigia assoluta di 500€, danno di 800€. La compagnia rimborsa 300€, i primi 500 li paghi tu.
Franchigia relativa
Se il danno supera la soglia, la compagnia paga tutto. Se è sotto, paghi tutto tu. Stessa soglia di 500€, danno di 800€: qui la compagnia rimborsa l’intero importo. Ma con un danno di 450€, non vedi un euro.
Perché esiste la franchigia? Per due motivi: riduce il premio (meno rischio per la compagnia, meno costi per te) e scoraggia i sinistri piccoli che non vale la pena aprire.
Il massimale: fino a quanto ti copre la compagnia
Il massimale è il tetto massimo che la compagnia si impegna a pagare. Sopra quella cifra, il danno eccedente è a carico tuo.
Il massimale è il tetto. Non importa quanto è grande il danno — oltre quella cifra, sei da solo.
Esempio concreto: hai una RC auto con massimale da 1 milione di euro. Causi un incidente con danni a terzi per 1,3 milioni. La compagnia paga 1 milione. I restanti 300.000 euro li devi trovare tu.
Per questo scegliere un massimale adeguato è una delle decisioni più importanti quando firmi una polizza — non solo guardare il premio mensile.
Franchigia, massimale e premio: un esempio concreto completo
Mettiamo tutto insieme con un caso reale. Hai un’assicurazione auto con queste condizioni: premio annuale di 600€, franchigia assoluta di 300€, massimale danni a terzi di 500.000€.
Succede un sinistro: tamponamento con danni all’altra auto per 1.200€.
Ecco cosa succede:
- Il premio lo hai già pagato — quella cifra non cambia
- La franchigia assoluta è di 300€ — li paghi tu
- La compagnia copre i restanti 900€
- Il massimale non entra in gioco perché il danno è ben sotto la soglia
Stesso scenario con danni per 80€: la franchigia assoluta è 300€, il danno è sotto soglia, paghi tutto tu. Aprire il sinistro non conviene — e questo è esattamente il motivo per cui la franchigia esiste.
Capire questi tre numeri prima di scegliere una polizza significa sapere esattamente cosa stai comprando — e cosa no.
Come leggere una polizza adesso che lo sai
La prossima volta che apri un documento assicurativo, cerca queste tre voci. Chiediti:
- Quanto sto pagando di premio, e perché?
- C’è una franchigia? È assoluta o relativa? Quanto è alta?
- Qual è il massimale? È sufficiente per il rischio che voglio coprire?
Se non trovi queste informazioni chiaramente indicate, o se la risposta non ti convince, è il momento di fare domande — prima di firmare, non dopo il sinistro.